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Offresi Gestione Parafarmacia a Milano

Offresi a farmacisti referenziati gestione reparto parafarmacia in centro a Milano, 3 vetrine d'angolo
zona forte passaggio ,all'uscita fermata metro,mercato bisettimanale. ottima opportunità per giovani farmacisti motivati,che non vogliono fare un grosso investimento ma essere imprenditori.
Inviare richiesta a wellbeingpoint@gmail.com





Aprire una parafarmacia: Cosa e come fare

ANPI, 25 ottobre - Basta fare un click su “ANPI ti aiuta!” per accedere alla normativa vigente in materia di parafarmacia e alle procedure amministrative del Comune e del Ministero della Salute. In particolare troverete le istruzioni e il modello COM1 da inviare al comune, il modello da inviare al Ministero della salute per il rilascio del codice univoco di tracciabilità e la “Scheda trasparenza dei prezzi”, compreso l’elenco dei 50 farmaci SOP-OTC più venduti.





Festa dell’Unità di Bologna, Venerdì 16 settembre

Festa dell’Unità di Bologna, Venerdì 16 settembre

Dibattito: Liberalizzazione dei farmaci un percorso virtuoso da sviluppare

Partecipano: Rita Ghedini (PD); Maurizio Cevenini (PD); Giuseppe Debbi (ANPI); Patrizia Bertaglia (ANPI) e Mauro Zanini (Federconsumatori)







Marino (PD): Preoccupa la corruzione della sanità

La Commissione sta osservando con condivisa e crescente preoccupazione i casi di corruzione nella sanità pubblica a sottolinearlo Ignazio Marino, presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, dopo l'arresto dell'assessore regionale alla Sanità piemontese, Caterina Ferrero, accusata di turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta per una gara relativa alla fornitura di pannoloni in cui la politica avrebbe favorito Federfarma; e dopo l'arresto di una funzionaria della Asl di Trento che ha ottenuto in quattro anni rimborsi superiori ai 2,3 milioni di euro per acquisti inesistenti di protesi e medicinali destinati a malati cronici, utilizzando le somme per viaggi e per finanziare le attività imprenditoriali dei familiari. «Abbiamo chiesto» continua Marino «alla Procura della Repubblica di Torino e di Trento gli atti delle inchieste in corso. La documentazione acquisita dal Piemonte e dal Trentino sarà utile per comprendere le prassi e i meccanismi che inficiano l'efficiacia e l'efficienza del nostro Servizio Sanitario Nazionale e per elaborare delle soluzioni legislative che interrompano pratiche illegali e inique che hanno serie conseguenze sulla salute delle persone».





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Riflessioni sul progetto: un futuro per la parafarmacia

ANPI,7 agosto 2014 - Abbiamo ricevuto da Vincenzo Santaniello, uno dei maggiori esperti del nostro settore, della società "COBIG - CO-Imprenditorialità, Business & Innovazione per Crescere", sue riflessioni sul progetto "Un futuro per la parafarmacia" che volentieri pubblichiamo.


COSTRUIRE IL PROPRIO FUTURO

Dalla difesa all’Attacco
Ciclicamente si aprono e si chiudono le speranze sulla vendita della fascia C nelle parafarmacie: una richiesta e una speranza legittima, ma che non possono essere l’unico fattore cui affidare il futuro.
Diventa facile e banale ma purtroppo pertinente - andare con il pensiero al Deserto dei Tartari o ad Aspettando Godot
E’ invece arrivato il momento che la parafarmacia diventi un protagonista imprenditoriale attivo e dinamico del mercato.
Le condizioni economiche di questo mercato sono favorevoli.
Proprio in un momento di crisi grave e duratura come questo, si possono sprigionare intelligenze ed energie per compiere un salto di qualità che innova il mercato (non posso illustrare in dettaglio gli elementi oggettivi su cui formulo questa valutazione, ma chi è interessato o nel modo che Anpi riterrà opportuno, sono disponibile a illustrarli in dettaglio).
Non bastano però le condizioni economiche oggettive.
Occorre che in OGNI titolare di parafarmacia ci sia la convinzione che può progettare il proprio futuro: per cambiare il mercato è necessario che PRIMA cambi la visione, il pensiero, il progetto dei protagonisti.
La convinzione deve basarsi su questa consapevolezza:
la parafarmacia da sola è debole, ma l’insieme delle parafarmacie è una forza potenziale enorme nel mercato della salute
ogni forma di successo nel retail degli ultimi 40 anni si basa su alcuni elementi fondamentali:
1- una identità forte del punto vendita, un brand riconoscibile a livello nazionale, un punto vendita unico, originale, identificabile, diverso rispetto ai concorrenti;
2- selezionare, mantenere, aggiornare i reparti, gli assortimenti, i prodotti in base alla domanda dei consumatori, alla loro evoluzioni. Essere i più bravi nel proprio mercato
3- avere una gestione e una politica degli acquisti e della logistica che consenta l’accesso alle migliori condizioni disponibili: è possibile solo con alti volumi e l’efficienza aumenta quanto più i volumi sono elevati.
4- Pricing aggressivo ed economicamente sostenibile, con il livello di servizio necessario
Queste condizioni non sono realizzabili singolarmente da un solo imprenditore, per quanto bravo, disponibile, dinamico possa essere.
Le parafarmacie possono diventare un soggetto imprenditoriale di successo, leader nel mercato della salute SOLO se costruiscono un soggetto associativo comune che svolga per conto di tutti quelle ATTIVITA’ CHE E’ PIU VANTAGGIOSO SVOLGERE IN UN PUNTO SOLO invece che in ogni parafarmacia, mettendoci poche e qualificate competenze.
Per accelerare la realizzazione e la operatività di questo soggetto associativo delle parafarmacie è importante verificare la possibilità di collaborare, di stringere alleanze con uno dei grandi gruppi imprenditoriali che già hanno queste competenze e diventare, insieme, una forza rilevante del mercato.

I vantaggi di un tale progetto, per ogni parafarmacia, sono enormi:
1. Aumento del fatturato e della marginalità
2. Aumento dell’efficienza e semplificazione di tutta l’attività di back-office,
3. Riduzione dei costi di gestione, dello stock, dei costi logistici e del costo dei prodotti
4. Accesso aperto a molte categorie che oggi è difficile inserire per il mancato accesso a condizioni economicamente vantaggiose
5. Liberare tempo e risorse per concentrarsi e valorizzare, più di quanto non sia oggi, gli aspetti professionali, oltre che migliorare il punto vendita e il servizio ai consumatori
6. Appartenere ad un soggetto imprenditoriale autorevole del mercato e in grado di rappresentare con più forza le istanze degli imprenditori titolari di parafarmacia..
Non è il decalogo delle illusioni, ma la gamma dei risultati realizzabili e visibili nell’arco di mesi, in tempi brevi con due fattori essenziali per il successo:
- La volontà, la convinzione, l’entusiasmo dei parafarmacisti
- La collaborazione di professionalità adatte a realizzare tecnicamente questo progetto




News

I titolari di parafarmacia sul progetto: un futuro per la parafarmacia

ANPI, 6 agosto 2014 - Condividiamo appieno il contenuto della vostra "accorata" comunicazione e rimaniamo a disposizione per formare una "prima linea" agguerrita, organizzata e motivata a FARE della nostra categoria una nuova realtà imprenditoriale di successo.

La frustrazione di sentirsi "farmacisti diversi", come qualcuno dei nostri colleghi capi ci ha definito ( ....parafarmacisti siamo stati definiti !!), deve darci la giusta determinazione per creare le opportunità di sviluppo in un mercato si stabile ma pur sempre abbondante.

Le risorse da mettere in campo sono intangibili, perchè la volontà, la determinazione, la solidarietà, l'altruismo, il coraggio ,le idee non si comprano ne si vendono, SONO o NON SONO in ciascuno di noi.

Ecco servirà questo, trovare persone con queste, e altre caratteristiche, per affrontare le sfide future attrezzati e organizzati, abbiamo molta strada da fare e dovremo avere "scarpe" adatte al percorso.

Ma sono sicuro che ce la faremo.

Cordialità
Armando

P.S: Invitiamo i titolari di parafarmacia ad inviarci, come ha fatto Armando, oltre alle frasi di adesione o interesse al progetto, vostre considerazioni anche se negative, sarà nostra cura pubblicarle senza censura.
News

Un progetto per dare un futuro alla parafarmacia

ANPI, 2 agosto 2014 - A seguito del comunicato “Sentenza Corte Costituzionale: Pietra tombale sulla fascia C “ dello scorso 24 luglio, abbiamo ricevuto decine di lettere di titolari di parafarmacia che hanno manifestato interesse verso il progetto e per questo desiderosi di avere ulteriori informazioni. A tutti rispondiamo già d’ora, salvo inviare una comunicazione a ciascuno di loro, che li ringraziamo per l’interesse che hanno dimostrato verso un progetto che evidentemente attendevano da tempo. Un segnale importante che ci da fiducia e ci dimostra che questa è la strada giusta.
Queste le ragioni che ci inducono ad avanzare la proposta di organizzare per il prossimo mese di settembre un incontro, con tutti coloro che avranno aderito a questa iniziativa, per presentare i caratteri salienti del progetto che intendiamo portare avanti con il partner commerciale, oltre che definire la “squadra” che vorrà assumersi la responsabilità di condurre in porto il progetto.

Su una cosa vogliamo essere chiari, la “COMUNIONE” che intendiamo costituire non ricalcherà esperienze già presenti ovvero costituire una nuova organizzazione volta ad ottenere rapporti commerciali migliorativi con qualche grossista. Diciamo subito che questa funzione è già operante ed ha un nome “VIFARM”, dell’amico Stefano Migliori al quale rivolgiamo gratitudine per il prezioso lavoro che svolge. Quel che vogliamo costruire è qualcosa di diverso, di molto diverso. Vogliamo realizzare una struttura con un grande gruppo commerciale che in primo luogo assicuri grandi volumi di “acquisto diretto” per ottenere condizioni di acquisto, oggi per noi improponibili, su una larga percentuale di prodotti del “mercato parafarmacia”. Quelle scontistiche che solo le farmacie “organizzate” oggi riescono ad ottenere.
Una condizione, quella di poter acquistare come, o meglio delle farmacie, indispensabile ma non sufficiente per imporci in un mercato sempre più competitivo. Pensiamo infatti che avremo bisogno di far conoscere le nostre proposte commerciali e allo stesso tempo farci riconoscere con un nostro “brand”. Condizione indispensabile nella comunicazione, per associare alla proposta commerciale i nostri esercizi. In altre parole è giunto il tempo per diventare grandi, non solo nelle dimensioni, ma ancora più importante acquisire la consapevolezza che questa è la sola strada che potrà permettere a molti di noi di avere un futuro. Questo è il nostro obiettivo.

Non abbiamo interesse ad escludere nessuno, al contrario pensiamo che ci sia bisogno dello sforzo di ciascuno, nell’interesse di tutti. Con questo spirito ci siamo rivolti a Stefano Migliori, tra i primi ad essere contattato, per invitarlo a darci una mano nell’interesse anche dei suoi associati. Stiamo aspettando che ci dia una risposta. Siamo convinti che da brillante imprenditore saprà riconoscere la bontà della nostra iniziativa e per questo collaborare con tutti noi, senza per questo rinunciare alla propria struttura cooperativa che al contrario crediamo possa svolgere la sua preziosa funzione.
Tuttavia è opportuno essere chiari su un punto: questo progetto in quanto caratterizzato da imprenditori titolari di parafarmacia, è e sarà distinto dall’ANPI, come da ogni altra associazione. Se a prendere l’iniziativa del progetto sono state anche persone iscritte all’ANPI, questo non significa che è una iniziativa ANPI. Ad ANPI abbiamo chiesto, e per questo siamo grati, di darci visibilità sul sito internet e sui social network.
Crediamo con questo di essere stati chiari sul proposito del progetto.

Quanto alla questione sollevata da alcuni amici su qualche social, circa la difesa della professionalità del farmacista è bene essere chiari, più di quanto evidentemente non lo siamo stati nel comunicato del 24 luglio.
Ricordiamo che ANPI sin dal lontano 2007, da sola, in contrasto con lo stesso MNLF che al contrario la riteneva una battaglia di retroguardia, ha ricercato la possibilità di presentare in Parlamento, riuscendoci, un disegno di legge per la liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Una legge contrastata da Forza Italia e una parte del PD (Livia Turco). Abbiamo sempre ritenuto che la strada maestra fosse quella politica, più di quella giudiziaria, e che bisognava avere la pazienza di attendere un “treno buono”. Una contingenza che ogni tanto nella politica italiana, per l’illuminismo di qualche politico avveduto, si viene a determinare. Quel treno abbiamo sperato potesse essere il PD di Bersani. Sul quel treno siamo saliti, diversamente da molti di coloro che oggi ci contestano che al contrario hanno puntato su Grillo, ed abbiamo perso. Abbiamo riconosciuto la nostra sconfitta e ci siamo messi a lavorare verso altre direzioni per il bene della parafarmacia. Nel frattempo abbiamo riconosciuto il merito dei successi dei ricorsi al TAR di Milano prima e di Reggio Calabria e Catania poi.

Oggi, preso atto delle sentenze della Corte europea e italiana, riteniamo sia necessario guardare in faccia alla realtà. Certamente continueremo ad operarci per far riconoscere al farmacista che esercita la professione in parafarmacia, quella dignità ancor oggi calpestata. A cominciare, come ricorda nella sentenza la stessa Corte Costituzionale, dalla corretta applicazione dell’art. 32 del decreto “CRESCI ITALIA” che prevedeva, come forma compensativa della mancata liberalizzazione di tutti i farmaci di fascia C, un largo declassamento dei “medicinali di cui all'articolo 8, comma 10, lettera c) della legge 24dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, ad eccezione dei medicinali di cui all'articolo 45 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni e di cui all'articolo 89 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 21”.

E’ giunto il tempo, specie per chi ha un ruolo di responsabilità, di adoperarsi per dare alla parafarmacia le stesse opportunità della farmacia, in un comparto commerciale che ricordiamo vale ben 10 miliardi di euro, il 40% di tutto il canale farmacia.
Crediamo di essere stati chiari e lo ripetiamo per evitare che vi siano incomprensioni, non vogliamo mettere in contrapposizione tra loro le parafarmacie. Non ci interessa la guerra tra “galli” per di più spelacchiati e moribondi, quel che vogliamo è di evitare che la farmacia riesca a darci quel colpo di grazia che da tempo ricerca.





Comunicato Stampa

Sentenza Corte Costituzionale: Pietra tombale sulla fascia C

ANPI, 24 luglio 2014 - Sono trascorsi otto anni da quel lontano luglio 2006, nel quale un temerario Ministro dello Sviluppo Economico osò mettere in discussione i privilegi di una delle più potenti lobby del Paese. In questi otto anni i farmacisti titolari di parafarmacia hanno cercato di far valere le proprie ragioni professionali e imprenditoriali rivendicando la possibilità di allargare la dispensazione anche ai farmaci di fascia C.
Prima seguendo la via politica/legislativa, grazie alla disponibilità di quella parte del PD capeggiato da Bersani, naufragata con la mancata vittoria alle elezioni del 2013, e da ultimo attraverso la via giuridica che purtroppo ha trovato nelle sentenze della Corte europea, prima, e della Corte Costituzionale, oggi, l’epilogo della nostra rivendicazione.

Con la sentenza 216 la Corte Costituzionale ha messo la parola fine alla possibilità di portare i farmaci di fascia C in parafarmacia. Inutile, forse anche un po’ patetico continuare ad affermare che “Nessuno si sogni di credere che la battaglia sia qui conclusa. Noi non ci arrendiamo e mai ci arrenderemo per affermare la dignità di rivendicare il libero esercizio della professione”.

Certamente ci saranno ancora iniziative, sia sul fronte politico che giudiziario, per affermare un diritto alla professione del farmacista palesemente calpestato, tuttavia è bene guardare in faccia alla realtà e prendere atto che le possibilità di rimettere al centro della discussione la questione della liberalizzazione della fascia C è di difficile attuazione.
Non vorremmo trascorrere ulteriori mesi/anni in attesa di una sentenza o di una legge che riaprendo la discussione, le nostre illusioni, per un breve periodo, ci faccia poi ripiombare nell'ombra, con le solite frustrazioni, mentre intorno a noi il "mondo della farmacia" cambia.

La verità è che oggi i titolari di parafarmacia, in quanto imprenditori, hanno la responsabilità di guardare avanti, di analizzare con lucidità al futuro della propria impresa, valorizzando tutte le opportunità che il il canale farmaceutico gli consente già oggi. La sola verità è che per troppo tempo abbiamo trascurato le grandi opportunità imprenditoriali e commerciali che erano davanti a noi, per inseguire un traguardo dai risvolti quasi esclusivamente professionali.
Non è un mistero che il mercato nel quale operiamo cuba complessivamente 10 miliardi di euro, il 40% dell’intero fatturato del canale farmacia, mentre la fascia C, con i suoi 3 miliardi di euro, vale poco più del 10%.

E’obbligatorio ripartire da qui e per dirla con le parole del responsabile commerciale di un grande gruppo commerciale, “… forse tutto il male non viene per nuocere”.
Crediamo infatti che sia giunto il tempo, improcrastinabile, di unire le nostre imprese per aggredire un mercato dal quale in questi otto anni abbiamo raccolto le briciole: 6,5% in confezioni; 5,5% in valore.
A fronte di un numero di parafarmacie che rappresentano il 20% del numero globale di esercizi che operano nel canale farmacia.

Dunque abbiamo davanti a noi un traguardo importante raggiungere almeno il 12% del mercato nel quale operiamo, ovvero raddoppiare il nostro fatturato.

Questo l’obiettivo sul quale negli ultimi mesi alcuni di noi hanno preso a ragionare, di concerto con analisti e importanti operatori del nostro settore. Per analizzare, nel quadro della legislazione vigente, il mercato e il posizionamento dei nostri esercizi rispetto agli altri operatori del settore, a cominciare dalla farmacia.

Analisi impietose che hanno evidenziato come la parafarmacia nella sua generalità, da sola sia troppo piccola per poter competere con la farmacia. Alla luce di un mercato, quello della distribuzione del farmaco SSN, segnato costantemente da risultati economici negativi, al punto da mettere in grave crisi molte farmacie, quelle meno “attrezzate” al cambiamento di ciclo economico, e che ha indotto molte di loro, specie quelle delle grandi città, a riposizionare il loro “core business” verso il cosiddetto cassetto ovvero verso quei 10 miliardi contesi dalla parafarmacia.

In questo quadro, che vede la farmacia sempre più agguerrita per strappare quote di mercato alle altre farmacie presenti sul territorio, facendo ricorso in alcuni casi a piccoli raggruppamenti d’impresa, la nostra parafarmacia risulta essere inadeguata sotto ogni profilo sia imprenditoriale che commerciale.

Una la soluzione: fare squadra, con la consapevolezza che si può superare il gap che ci separa dai nostri competitor aumentando i “volumi” e adottando la ricetta delle “4P”: Professionalità; Prodotto; Prezzo; Pubblicità.
Con riguardo alla professionalità non abbiamo nulla da recuperare nei confronti della farmacia, da sempre è il nostro carattere identificativo. Al punto che molti pazienti hanno preso l’abitudine di passare nei nostri esercizi per avere un consiglio sul farmaco che poi “dovranno” acquistare in farmacia.
Diverso è il discorso sulle restanti 3P, per le quali è indispensabile definire convergenze commerciali che sole sono in grado di generare quei “volumi” necessari per cambiare le modalità di acquisto/vendita/pubblicità nei nostri esercizi.

Questa la strada che abbiamo intrapreso e che stiamo costruendo con un uno dei più grandi gruppi commerciali a livello nazionale. Una scelta che abbiamo fatto nella consapevolezza che occorre mettere in piedi un progetto grande che abbia le "spalle larghe" per una competizione che sarà sempre più impegnativa, a cominciare dai prossimi mesi.
Un gruppo che crede in questo settore, che condivide come noi la necessità di salvaguardare la professionalità presente nei nostri esercizi, nella consapevolezza che si possono ottenere risultati economici importanti solo unendo le nostre imprese.

L’obiettivo è quello di unire nel prossimo biennio 2015/2016, in una “comunione” imprenditoriale almeno 300 parafarmacie, partendo da un nucleo iniziale di 20/25 parafarmacie che stiamo costituendo e che contiamo di completare entro ottobre 2014, a partire da quei titolari di parafarmacia che hanno manifestato disponibilità e condivisione nel progetto.
Un lavoro importante che siamo certi potrà determinare cambiamenti rilevanti nell’intero settore della distribuzione del farmaco.

Ai titolari di parafarmacia che desiderano aderire al progetto chiediamo di inviarci una mail all'indirizzo info@anpinet.com.








News

Il divieto di vendita Dei farmaci di fascia C nelle Parafarmacie per la Corte Costituzionale è Legittimo .

Di seguito Riportiamo Il cuore della Sentenza. Per la Suprema Corte non è sufficiente l'obbligo della presenza di un farmacista laureato e abilitato nelle parafarmacie per la vendita dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta nelle parafarmacie poichè il legislatore ha previsto per le parafarmacie una quantità di vincoli meno intensi . Non siamo giuristi ...lasciamo a loro commentare le motivazione adottate dalla Suprema Corte soprattutto in relazione all' art.3 della Carta Costituzionale, ricordiamo solo che lo stesso legislatore ha previsto l'obbligo nelle parafarmacie della presenza del farmacista abilitato analogamente a quanto previsto per le farmacie. Certamente le Parafarmacie esprimono rammarico per la sentenza e per l'intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi nella Causa in Oggetto.


le pensioni d'oro dei giudici costituzionali

6.1.— La questione non è fondata.
Per quanto riguarda, innanzitutto, la pretesa violazione dell’art. 3 Cost., occorre osservare che non c’è alcuna irragionevolezza nel prevedere che per determinati medicinali, periodicamente individuati dal Ministero della salute dopo aver sentito l’Agenzia italiana del farmaco, permanga l’obbligo della prescrizione medica e, di conseguenza, il divieto di vendita nelle parafarmacie. Ed invero, nonostante siano condivisibili le osservazioni compiute dal TAR rimettente per quello che riguarda l’esistenza di una serie di elementi comuni alle farmacie e alle parafarmacie, è indubbio che fra i due esercizi permangano una serie di significative differenze, tali da rendere la scelta del legislatore non censurabile in termini di ragionevolezza. Le farmacie, infatti, proprio in quanto assoggettate ad una serie di obblighi che derivano dalle esigenze di tutela della salute dei cittadini, offrono necessariamente un insieme di garanzie maggiori che rendono non illegittima la permanenza della riserva loro assegnata. Non si tratta di accogliere l’opinione secondo cui i farmacisti che hanno superato il concorso per l’assegnazione di una farmacia danno maggiori garanzie rispetto a quelli preposti alle parafarmacie, poiché gli uni e gli altri hanno il medesimo titolo di studio e sono iscritti a tutti gli effetti all’albo professionale. Si tratta, invece, di prendere atto che la totale liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C soggetti a prescrizione medica – che sono medicinali con una maggiore valenza terapeutica, risultando altrimenti privo di senso l’obbligo di prescrizione – verrebbe affidata ad esercizi commerciali che lo stesso legislatore ha voluto assoggettare ad una quantità meno intensa di vincoli e adempimenti, anche in relazione alle prescrizioni. 6.2.— Né può giungersi a diversa conclusione invocando l’art. 41 Cost. e il principio di tutela della concorrenza. A questo riguardo va rilevato che, come si è sottolineato, il regime delle farmacie è incluso – secondo costante giurisprudenza di questa Corte – nella materia della «tutela della salute», pur se questa collocazione non esclude che alcune delle relative attività possano essere sottoposte alla concorrenza, come altre nell’ambito della medesima materia. Come si è posto in evidenza, infatti, il legislatore, con il ricordato art. 32 del d.l. n. 201 del 2011, ha ulteriormente ampliato la possibilità, per le parafarmacie, di vendere medicinali di fascia C, mantenendo fermo il criterio della prescrizione medica quale discriminante tra i farmaci necessariamente dispensati dalle farmacie e quelli che possono esserlo anche dalle parafarmacie. L’incondizionata liberalizzazione di quella categoria di farmaci inciderebbe, con effetti che non sono tutti prevedibili, sulla distribuzione territoriale delle parafarmacie le quali, non essendo inserite nel sistema di pianificazione sopra richiamato, potrebbero alterare il sistema stesso, che è posto, prima di tutto, a garanzia della salute dei cittadini. scarica la sentenza Completa