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Offresi Gestione Parafarmacia a Milano

Offresi a farmacisti referenziati gestione reparto parafarmacia in centro a Milano, 3 vetrine d'angolo
zona forte passaggio ,all'uscita fermata metro,mercato bisettimanale. ottima opportunità per giovani farmacisti motivati,che non vogliono fare un grosso investimento ma essere imprenditori.
Inviare richiesta a wellbeingpoint@gmail.com





Aprire una parafarmacia: Cosa e come fare

ANPI, 25 ottobre - Basta fare un click su “ANPI ti aiuta!” per accedere alla normativa vigente in materia di parafarmacia e alle procedure amministrative del Comune e del Ministero della Salute. In particolare troverete le istruzioni e il modello COM1 da inviare al comune, il modello da inviare al Ministero della salute per il rilascio del codice univoco di tracciabilità e la “Scheda trasparenza dei prezzi”, compreso l’elenco dei 50 farmaci SOP-OTC più venduti.





Festa dell’Unità di Bologna, Venerdì 16 settembre

Festa dell’Unità di Bologna, Venerdì 16 settembre

Dibattito: Liberalizzazione dei farmaci un percorso virtuoso da sviluppare

Partecipano: Rita Ghedini (PD); Maurizio Cevenini (PD); Giuseppe Debbi (ANPI); Patrizia Bertaglia (ANPI) e Mauro Zanini (Federconsumatori)







Marino (PD): Preoccupa la corruzione della sanità

La Commissione sta osservando con condivisa e crescente preoccupazione i casi di corruzione nella sanità pubblica a sottolinearlo Ignazio Marino, presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, dopo l'arresto dell'assessore regionale alla Sanità piemontese, Caterina Ferrero, accusata di turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta per una gara relativa alla fornitura di pannoloni in cui la politica avrebbe favorito Federfarma; e dopo l'arresto di una funzionaria della Asl di Trento che ha ottenuto in quattro anni rimborsi superiori ai 2,3 milioni di euro per acquisti inesistenti di protesi e medicinali destinati a malati cronici, utilizzando le somme per viaggi e per finanziare le attività imprenditoriali dei familiari. «Abbiamo chiesto» continua Marino «alla Procura della Repubblica di Torino e di Trento gli atti delle inchieste in corso. La documentazione acquisita dal Piemonte e dal Trentino sarà utile per comprendere le prassi e i meccanismi che inficiano l'efficiacia e l'efficienza del nostro Servizio Sanitario Nazionale e per elaborare delle soluzioni legislative che interrompano pratiche illegali e inique che hanno serie conseguenze sulla salute delle persone».





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News

Farmaci di Fascia C la questione rimane aperta

Il Tar Catania il 24 luglio ha rimesso nuovamente alla Corte di Giustizia Ue, per nuovi e diversi motivi, la questione della vendita da parte di tutti i farmacisti dei medicinali a totale carico dei pazienti. Questo ulteriore ricorso va a rafforzare la Causa ancora pendente in Corte di Giustizia Europea C-497/12, questa volta la Corte Europea si dovrà esprimere su abuso di posizione dominante delle farmacie, violazione dei diritti fondamentali . art.15 TFUE L'Ordinanza smentisce la sentenza della Corte costituzionale dello scorso 18 luglio (secondo la quale la fascia C resta un'esclusiva delle farmacie) basandosi su presupposti palesemente avulsi dalla realtà e intrinsecamente contraddittori.

Comunicato Stampa

Sentenza Corte Costituzionale: Pietra tombale sulla fascia C

ANPI, 24 luglio 2014 - Sono trascorsi otto anni da quel lontano luglio 2006, nel quale un temerario Ministro dello Sviluppo Economico osò mettere in discussione i privilegi di una delle più potenti lobby del Paese. In questi otto anni i farmacisti titolari di parafarmacia hanno cercato di far valere le proprie ragioni professionali e imprenditoriali rivendicando la possibilità di allargare la dispensazione anche ai farmaci di fascia C.
Prima seguendo la via politica/legislativa, grazie alla disponibilità di quella parte del PD capeggiato da Bersani, naufragata con la mancata vittoria alle elezioni del 2013, e da ultimo attraverso la via giuridica che purtroppo ha trovato nelle sentenze della Corte europea, prima, e della Corte Costituzionale, oggi, l’epilogo della nostra rivendicazione.

Con la sentenza 216 la Corte Costituzionale ha messo la parola fine alla possibilità di portare i farmaci di fascia C in parafarmacia. Inutile, forse anche un po’ patetico continuare ad affermare che “Nessuno si sogni di credere che la battaglia sia qui conclusa. Noi non ci arrendiamo e mai ci arrenderemo per affermare la dignità di rivendicare il libero esercizio della professione”.

Certamente ci saranno ancora iniziative, sia sul fronte politico che giudiziario, per affermare un diritto alla professione del farmacista palesemente calpestato, tuttavia è bene guardare in faccia alla realtà e prendere atto che le possibilità di rimettere al centro della discussione la questione della liberalizzazione della fascia C è di difficile attuazione.
Non vorremmo trascorrere ulteriori mesi/anni in attesa di una sentenza o di una legge che riaprendo la discussione, le nostre illusioni, per un breve periodo, ci faccia poi ripiombare nell'ombra, con le solite frustrazioni, mentre intorno a noi il "mondo della farmacia" cambia.

La verità è che oggi i titolari di parafarmacia, in quanto imprenditori, hanno la responsabilità di guardare avanti, di analizzare con lucidità al futuro della propria impresa, valorizzando tutte le opportunità che il il canale farmaceutico gli consente già oggi. La sola verità è che per troppo tempo abbiamo trascurato le grandi opportunità imprenditoriali e commerciali che erano davanti a noi, per inseguire un traguardo dai risvolti quasi esclusivamente professionali.
Non è un mistero che il mercato nel quale operiamo cuba complessivamente 10 miliardi di euro, il 40% dell’intero fatturato del canale farmacia, mentre la fascia C, con i suoi 3 miliardi di euro, vale poco più del 10%.

E’obbligatorio ripartire da qui e per dirla con le parole del responsabile commerciale di un grande gruppo commerciale, “… forse tutto il male non viene per nuocere”.
Crediamo infatti che sia giunto il tempo, improcrastinabile, di unire le nostre imprese per aggredire un mercato dal quale in questi otto anni abbiamo raccolto le briciole: 6,5% in confezioni; 5,5% in valore.
A fronte di un numero di parafarmacie che rappresentano il 20% del numero globale di esercizi che operano nel canale farmacia.

Dunque abbiamo davanti a noi un traguardo importante raggiungere almeno il 12% del mercato nel quale operiamo, ovvero raddoppiare il nostro fatturato.

Questo l’obiettivo sul quale negli ultimi mesi alcuni di noi hanno preso a ragionare, di concerto con analisti e importanti operatori del nostro settore. Per analizzare, nel quadro della legislazione vigente, il mercato e il posizionamento dei nostri esercizi rispetto agli altri operatori del settore, a cominciare dalla farmacia.

Analisi impietose che hanno evidenziato come la parafarmacia nella sua generalità, da sola sia troppo piccola per poter competere con la farmacia. Alla luce di un mercato, quello della distribuzione del farmaco SSN, segnato costantemente da risultati economici negativi, al punto da mettere in grave crisi molte farmacie, quelle meno “attrezzate” al cambiamento di ciclo economico, e che ha indotto molte di loro, specie quelle delle grandi città, a riposizionare il loro “core business” verso il cosiddetto cassetto ovvero verso quei 10 miliardi contesi dalla parafarmacia.

In questo quadro, che vede la farmacia sempre più agguerrita per strappare quote di mercato alle altre farmacie presenti sul territorio, facendo ricorso in alcuni casi a piccoli raggruppamenti d’impresa, la nostra parafarmacia risulta essere inadeguata sotto ogni profilo sia imprenditoriale che commerciale.

Una la soluzione: fare squadra, con la consapevolezza che si può superare il gap che ci separa dai nostri competitor aumentando i “volumi” e adottando la ricetta delle “4P”: Professionalità; Prodotto; Prezzo; Pubblicità.
Con riguardo alla professionalità non abbiamo nulla da recuperare nei confronti della farmacia, da sempre è il nostro carattere identificativo. Al punto che molti pazienti hanno preso l’abitudine di passare nei nostri esercizi per avere un consiglio sul farmaco che poi “dovranno” acquistare in farmacia.
Diverso è il discorso sulle restanti 3P, per le quali è indispensabile definire convergenze commerciali che sole sono in grado di generare quei “volumi” necessari per cambiare le modalità di acquisto/vendita/pubblicità nei nostri esercizi.

Questa la strada che abbiamo intrapreso e che stiamo costruendo con un uno dei più grandi gruppi commerciali a livello nazionale. Una scelta che abbiamo fatto nella consapevolezza che occorre mettere in piedi un progetto grande che abbia le "spalle larghe" per una competizione che sarà sempre più impegnativa, a cominciare dai prossimi mesi.
Un gruppo che crede in questo settore, che condivide come noi la necessità di salvaguardare la professionalità presente nei nostri esercizi, nella consapevolezza che si possono ottenere risultati economici importanti solo unendo le nostre imprese.

L’obiettivo è quello di unire nel prossimo biennio 2015/2016, in una “comunione” imprenditoriale almeno 300 parafarmacie, partendo da un nucleo iniziale di 20/25 parafarmacie che stiamo costituendo e che contiamo di completare entro ottobre 2014, a partire da quei titolari di parafarmacia che hanno manifestato disponibilità e condivisione nel progetto.
Un lavoro importante che siamo certi potrà determinare cambiamenti rilevanti nell’intero settore della distribuzione del farmaco.

Ai titolari di parafarmacia che desiderano aderire al progetto chiediamo di inviarci una mail all'indirizzo info@anpinet.com.






News

Il divieto di vendita Dei farmaci di fascia C nelle Parafarmacie per la Corte Costituzionale è Legittimo .

Di seguito Riportiamo Il cuore della Sentenza. Per la Suprema Corte non è sufficiente l'obbligo della presenza di un farmacista laureato e abilitato nelle parafarmacie per la vendita dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta nelle parafarmacie poichè il legislatore ha previsto per le parafarmacie una quantità di vincoli meno intensi . Non siamo giuristi ...lasciamo a loro commentare le motivazione adottate dalla Suprema Corte soprattutto in relazione all' art.3 della Carta Costituzionale, ricordiamo solo che lo stesso legislatore ha previsto l'obbligo nelle parafarmacie della presenza del farmacista abilitato analogamente a quanto previsto per le farmacie. Certamente le Parafarmacie esprimono rammarico per la sentenza e per l'intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi nella Causa in Oggetto.


le pensioni d'oro dei giudici costituzionali

6.1.— La questione non è fondata.
Per quanto riguarda, innanzitutto, la pretesa violazione dell’art. 3 Cost., occorre osservare che non c’è alcuna irragionevolezza nel prevedere che per determinati medicinali, periodicamente individuati dal Ministero della salute dopo aver sentito l’Agenzia italiana del farmaco, permanga l’obbligo della prescrizione medica e, di conseguenza, il divieto di vendita nelle parafarmacie. Ed invero, nonostante siano condivisibili le osservazioni compiute dal TAR rimettente per quello che riguarda l’esistenza di una serie di elementi comuni alle farmacie e alle parafarmacie, è indubbio che fra i due esercizi permangano una serie di significative differenze, tali da rendere la scelta del legislatore non censurabile in termini di ragionevolezza. Le farmacie, infatti, proprio in quanto assoggettate ad una serie di obblighi che derivano dalle esigenze di tutela della salute dei cittadini, offrono necessariamente un insieme di garanzie maggiori che rendono non illegittima la permanenza della riserva loro assegnata. Non si tratta di accogliere l’opinione secondo cui i farmacisti che hanno superato il concorso per l’assegnazione di una farmacia danno maggiori garanzie rispetto a quelli preposti alle parafarmacie, poiché gli uni e gli altri hanno il medesimo titolo di studio e sono iscritti a tutti gli effetti all’albo professionale. Si tratta, invece, di prendere atto che la totale liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C soggetti a prescrizione medica – che sono medicinali con una maggiore valenza terapeutica, risultando altrimenti privo di senso l’obbligo di prescrizione – verrebbe affidata ad esercizi commerciali che lo stesso legislatore ha voluto assoggettare ad una quantità meno intensa di vincoli e adempimenti, anche in relazione alle prescrizioni. 6.2.— Né può giungersi a diversa conclusione invocando l’art. 41 Cost. e il principio di tutela della concorrenza. A questo riguardo va rilevato che, come si è sottolineato, il regime delle farmacie è incluso – secondo costante giurisprudenza di questa Corte – nella materia della «tutela della salute», pur se questa collocazione non esclude che alcune delle relative attività possano essere sottoposte alla concorrenza, come altre nell’ambito della medesima materia. Come si è posto in evidenza, infatti, il legislatore, con il ricordato art. 32 del d.l. n. 201 del 2011, ha ulteriormente ampliato la possibilità, per le parafarmacie, di vendere medicinali di fascia C, mantenendo fermo il criterio della prescrizione medica quale discriminante tra i farmaci necessariamente dispensati dalle farmacie e quelli che possono esserlo anche dalle parafarmacie. L’incondizionata liberalizzazione di quella categoria di farmaci inciderebbe, con effetti che non sono tutti prevedibili, sulla distribuzione territoriale delle parafarmacie le quali, non essendo inserite nel sistema di pianificazione sopra richiamato, potrebbero alterare il sistema stesso, che è posto, prima di tutto, a garanzia della salute dei cittadini. scarica la sentenza Completa

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Antitrust smentisce Federfarma e rilancia chiedendo l'abolizione del numero chiuso delle farmacie

L' Autorità garante della Concorrenza smentisce Federfarma e propone al governo di abolire il numero chiuso delle farmacie. Questa la Proposta del AGCM inviata al governo in attesa della Legge Annuale sulla Concorrenza prevista per settembre relativa alle farmacie. Superare l’attuale sistema di contingentamento del numero di farmacie presenti sul territorio nazionale, il quale non consente una razionale e soddisfacente distribuzione territoriale degli esercizi farmaceutici basata sulla domanda dei consumatori/pazienti. Modificare l’articolo 11, comma 1, del d.l. n. 1/2012, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 27/2012: • trasformare l’attuale numero massimo di farmacie in numero minimo. Garantire che l’aumento del numero delle farmacie si traduca in un effettivo incremento della concorrenza di prezzo e/o di qualità, prevedendo altresì la possibilità che un unico soggetto possa assumere la titolarità di più licenze. Modificare l’articolo 5, comma 6- ter, d. l. 223/2006 (convertito in legge n. 248/2006 che integra l’articolo 7 legge n. 362/ 1991): • eliminare il limite di titolarità di 4 farmacie in capo ad un unico soggetto
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Parafarmacia quale futuro? - Il contributo di un collega

ANPI & FNPI, 1 marzo 2014 - In risposta alla lettera di ANPI & FNPI abbiamo ricevuto questo contributo che condividiamo e sul quale riteniamo utile e necessario aprire un confronto con tutti i titolari di parafarmacia, con l’impegno di convocare a stretto giro una riunione con tutti i colleghi che hanno a cuore le sorti dei loro esercizi.

“ In qualità di attori coinvolti siamo disponibili a partecipare ad un confronto fattivo e propositivo in cui analizzare gli aspetti necessari e condividere esperienze comuni. A tale proposito desidereremmo porre alla vostra attenzione alcuni aspetti magari scontati ma di certo non trascurabili:
1) Criticità del canale di fornitura: se il canale di fornitura è lo stesso per farmacie e parafarmacie. Come può essere competitiva la parafarmacia se ha meno armi della farmacia ed usufruisce sostanzialmente dello stesso canale di fornitura delle farmacie ma con volumi di rotazione minori?
2) Pur ammettendo che si compia il processo di liberalizzazione dei farmaci di fascia C, essendo comunque soggetti a prescrizione medica e, venendo acquistati dallo stesso canale di fornitura delle farmacie, si verificherebbe quanto menzionato al punto uno. Volumi di rotazione minori delle parafarmacie, tali da non consentire spesso un ordine diretto e quindi scontistica penalizzante in quanto girati al grossista. Certamente non aumenterebbe il consumo di tali farmaci ma avverrebbe una ridistribuzione degli stessi forse favorendo quelle parafarmacie che si collocano in zone tattiche ove per vari motivi non è presente nelle immediate vicinanze il servizio farmaceutico territoriale.

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